Categoria Lungometraggi
Vincitori ex aequo:
Il viaggio - di Marco Cavallo (Italia, 2014, 52’) di Erika Rossi e Giuseppe Tedeschi
Sinossi:Marco Cavallo è un cavallo di legno e cartapesta costruito dagli internati del manicomio di Trieste nel 1973, divenuto simbolo della libertà ritrovata grazie alla legge che va sotto il nome di Franco Basaglia. Dopo quella mitica sortita a Trieste nel 1973, si rimette in viaggio attraverso gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari d’Italia: 13 giorni, 4418 km e 16 città per ricordare alla società che il folle che ha commesso un crimine è anche un uomo bisognoso di cure.
Motivazione: Il film affronta il cruciale problema degli ospedali psichiatrici giudiziari. Pone su un livello di soggettività narrante il viaggio nel tempo e nel cuore della questione degli OPG e la scelta della metafora (L'azzurro cavallo Marco) è efficace e potente dal punto di vista simbolico. Il film dimostra la felice sintesi tra narrazione di fiction e cinema della realtà.
Lo stato della follia - (Italia, 2014, 72’) di Francesco Cordio
Sinossi: Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in un OPG, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi "dimenticati" anche dallo Stato.
Motivazione: Il film affronta il cruciale problema degli ospedali psichiatrici giudiziari e racconta il precipitare nella “follia” degli OPG dal punto di vista di chi l’ha vissuto e lo vive, risolvendosi in una dolente documentazione di denuncia. Il film dimostra la felice sintesi tra narrazione di fiction e cinema della realtà.
Categoria Cortometraggi
Vincitori ex aequo:
La valigia (Italia, 2014, 15’) di Pier Paolo Paganelli
Sinossi: Costretto tra le mura di una stanza spoglia e impersonale, un anziano ripercorre i momenti più importanti della sua vita grazie ai ricordi racchiusi in una misteriosa valigia.
Motivazione: Il film affronta una tematica molto dura, come l'Alzheimer, ma lo fa attraverso una riflessione politica che, grazie all'animazione stop motion, trova una cifra stilistica originale e densa di umanità. Gli strumenti tecnico-espressivi sono padroneggiati in un ritmo narrativo che trova soluzioni spiazzanti e originali ma tutte funzionali alla struttura. Di grande impatto la voce narrante di Roberto Herlitzka.
Malatedda (Italia, 2013, 7’) di Diego Monfredini
Sinossi: La cura per tutte le cose è l’acqua salata: il sudore, le lacrime o il mare. La follia di Adele. Il disagio psichico è un territorio ancora in divenire, dove comincia una semplice diversità e dove comincia la malattia? Il film nasce da una cartella clinica che trovai in un manicomio abbandonato: indicava che una tale paziente era afflitta da “excesiva” felicità e fantasia. La mia piccola storia nasce da li.
Motivazione: Il film ha una struttura narrativa che riesce a essere sospesa tra realtà e sogno ma individua con concisa freschezza stilistica un percorso che tocca il malessere esistenziale, evocandolo con delicatezza e grande cura estetico-poetica. Grazie ad un controllo degli strumenti linguistici si esprime una felice sintesi tra misura temporale, resa drammaturgica, forma e senso.
Premio speciale Fausto Rossano a Pupi Avati per l’impegno sociale dimostrato nelle sue opere cinematografiche.
Premio speciale Fausto Rossano a Alfonso De Nicola per l’impegno a tutelare il diritto alla salute nello sport.
